Pulci e topi

Pulci e topi





20,00

Iva assolta dall’editore (Art. 74)

ISBN: 978-88-96600-72-0

Descrizione

Pulci e topi.

Carestia e peste nel Trevigiano in Età Moderna

di Filippo Conti

Repubblica di San Marco, anno del Signore 1630.
Dopo due stagioni di cattivi raccolti che per la popolazione più povera hanno comportato miseria, fame e aumento della mortalità, scoppia la guerra contro il Sacro Romano Impero e la Spagna. Venezia viene coinvolta nel conflitto e combatterà, con riluttanza, una guerra non sua. Per le classi sociali più deboli lo stato di belligeranza si converte in colte estraordinarie (tassazioni), imboscamenti vittuari, rincaro dei prezzi, arruolamento nelle milizie territoriali di poveri contadini male armati e poco addestrati, strappati alla terra e opposti a soldataglie agguerrite, avide di bottino, precedute dalla fama, non usurpata, di una proverbiale ferocia.
Treviso, allora povero capoluogo agricolo, penurioso et poco populato, segue i destini marziali della Dominante. Con il progredire del conflitto, si diffonde inesorabile il terrificante flagello dell’infezione con cui si materializza in pieno l’aborrita triade della fame, della guerra e della peste. E la peste aggiunge alle sofferenze della carestia e ai lutti della guerra il terrore e l’angoscia per una morte spaventosa, subdola, inspiegabile, immeritata, contro cui appare vana ogni difesa che non contempli la fuga.
La pestifera lues colpisce indifferentemente ricchi e poveri, umili e aristocratici; distrugge fortune immense creandone di nuove; insidia pericolosamente la stabilità delle istituzioni governative; mina gli stessi legami familiari; schiaccia le regole della convivenza sociale; interferisce pesantemente negli equilibri produttivi ed economici; allenta i freni inibitori favorendo, nel dilagare del fatalismo e della miseria, il diffondersi della piccola criminalità. Il tutto in un clima di disperazione che può trovare conforto solo nella fede, nella speranza del soccorso divino, nell’espiazione dei peccati dell’umanità corrotta o, al contrario, nel più impudente e sfrontato cinismo.
Come reagiscono in tempore pestis le classi popolari; come si comportano i ceti dirigenti cittadini che concorrono alla formazione delle cariche governative; che ruolo gioca l’alto clero proveniente dalle più nobili famiglie; qual’è l’atteggiamento degli uomini di scienza nei confronti dell’inaudita infirmitas dalla quale vengono sistematicamente umiliati e inchiodati alla croce della loro (spesso) incolpevole imperizia; come si adeguano le norme giuridiche ai mutamenti indotti dalla terribile condizione emergenziale?
A queste domande e ad altre ancora, attraverso testimonianze e documenti in parte inediti, il testo cerca di dare una risposta che provenga il più possibile dal basso, dalla voce di chi solitamente è condannato a tacere e a scomparire sotto il rullo compressore di quella che si considera la storia che conta.

Soggetto: Saggistica
Collana: Fuori Collana

Informazioni aggiuntive

Confezione / conf

Brossura con alette

Misure / Sizes

165 mm × 18 mm × 235 mm

Pagine / Pages

216

Immagini / Images

24

Lingua / Language

Italiano